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 L'occhio del Diavolo
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amsorr
Moderatore



154 Posts
Posted - 27/11/2007 :  19:18:17  Visualizza profilo  Visita amsorr Homepage  Rispondi con commento
Cari amici,
personalmente sono stato sempre restio ad aprire un nuovo argomento, un po' perché non si può mai essere sicuri che ciò che è interessante per noi, lo sia anche per gli altri, e un po' perché mi sto facendo l'idea che in questo nostro Forum si amino sempre più argomenti potenzialmente polemici, e questo mio non lo è, come credo non fosse l'unico altro che mai ho aperto. Soltanto spero di suscitare con il racconto di ciò che segue un pochino di spirito di emulazione nei giovani avventurosi del paese.
Metto perciò le mani avanti e butto giù una nota su una interessante esperienza fatta a Montecalvo durante un breve soggiorno, per Santa Caterina.
Insieme a Gaetano Caccese, un animatore culturale e sportivo di Ariano, ma con radici montecalvesi, e un suo amico, Antonio Bufano, che fungeva da guida indigena, abbiamo fatto una escursione durante la quale Gaetano e Antonio volevano completare un sentiero che partendo dal greto verso nord/est del ruscello Miscanello ai piedi del calanco di Ripa della Conca (un'altissima parete di roccia arenaria a circa duecento e più metri di dislivello dall'ex ospedale di Santa Caterina)prima salendo sul ciglio del fosso e poi percorrendolo lungo una pista segnata dai cinghiali, dobrebbe giungere alla fine del fosso digradante a sud/ovest e tornare più o meno al punto di partenza seguendo il greto dello stesso torrente Miscanello.
Il percorso però non si è potuto completare per la mancanza di tempo e soprattutto per le difficoltà ad aprirsi una via agevole attraverso un intrigo vegetale di rovi, tronchi caduti di traverso, canneti in decomposizione, ecc. peggio che nella giungla tropicale.
Siamo però giunti sino al punto in cui il ciglione digrada sin quasi al letto del ruscello all'altra estremità della ripa. E qui Antonio si è prodotto in una impresa da equilibrista pazzo, scendendo lungo l'ultima fragilissima cresta cretacea che si stacca dalla parete avendo ai lati degli strapiombi quasi verticali. E' dovuto subito risalire perché Gaetano e lo stesso Antonio si sono ricordati che lo scopo dell'escursione era aprire un sentiero per tipi un po' sportivi, sì, ma non pazzi spericolati.
Siamo tornati al punto di patenza rifacendo il cammino a ritroso.

Questa la storia del percorso; mi resta però da descrivere le cose belle e anche bellissime viste laggiù. La parete stessa vista prima dal dal basso e che offre delle prospettive sempre diverse e cangianti alla luce a mano a mano che ci si avvicina, la si scala, passando a lato di una sonante cascata d'acqua alta almeno venti metri d'acqua (la quale, incredibile per l'arida Montecalvo, faceva girare la ruota di un mulino , e poi la vista da capogiro delle creste viste dal ciglio.
La meraviglia maggiore però ci è stata offerta da una cascatella laterale, in quel momento povera d'acqua, che fuoriesce da un foro di una roccia stranamente dura e grigia( roccia chiamata dai geologi metamorfica diversissima dalla roccia di arenaria dominante tutt'intorno (che è sedimentaria). Il getto sia pure poverissimo è di acqua densamente rossa, molto più rossa dell'acqua ferruginosa.
Be', amici, il foro nella roccia è l'occhio del Diavolo.
Uno di noi tre neanche si è avvicinato perché crede ancora come i nostri antenati che il posto è malefico e che lì si ritrovavano a trescare col Maligno
streghe e "mavari".
A me invece sono piaciuti dei giganteschi pioppi che forse costituiscono lo scampolo rimasto della foresta fittissima che una volta ricopriva tutto il nostro monte prima che si guadagnasse il triste nome di "calvo".
Ma questa è un'altra storia e molto lunga da riferire qui.
Ciao,
M. Sorrentino

P.S. Una nota triste: a un certo punto, Antonio ha guardato un punto opposto alla ripa su cui stavamo allora e ha raccontato la morte di suo padre precipitato insieme alla sua mula mentre scendeva al fiume.


Modificato da - amsorr il 28/11/2007 12:26:16


Scrivi Un Messaggio Privato paolop
Utente


Italy
193 Messaggi post.
Posted - 27/11/2007 :  22:01:32  Visualizza il profilo  Visita la Homepage di paolop  Rispondi con commento
Molto bello il tuo racconto, soprattutto a livello linguistico.
Volevo sapere se il nome "Monte Calvo " è stato dato perchè c'erano pochi alberi o perchè ce ne erano tanti?
E a quando risale questo appellativo?
Grazie

http://musicjazzvideos.com/category/montecalvo-irpino
http://storiagiornalismo.com/storia-giornalismo-map.htmlVai in cima alla pagina


Scrivi Un Messaggio Privato amsorr
Moderatore



154 Messaggi post.
Posted - 28/11/2007 :  10:51:04  Visualizza il profilo  Visita la Homepage di amsorr  Rispondi con commento
Caro Paolo,
ho parlato del toponimo di Montecalvo nello scritto a cui si può accedere in questo stesso sito di "Irpino.it", intitolato "La comunità romana di Pratola" (o Tressanti? - non ho tempo per andare a verificare), che lanciammo e compilammo insieme ad Alfonso Caccese, credo nel 2002.
"Mons calvus" era il timbro ufficiale posto dai colonizzatori romani su tutti i monti che loro disboscarono a partire da Appio Claudio, Cornelio Silla, o giù di lì, e sino alla caduta del loro impero. Se sai qualcosa della storia prima paesaggistica e poi economica e politica della romanizzazione trovi che i boschi che i conquistatori romani acquisivano prima all'"AGER PUBLICUS" e poi davano a cavalieri per lo sfruttamento del legname delle foreste di alto fusto (per le loro flotte, per le costruzioni, per il riscaldamento, ecc.) prima di loro ricoprivano, non soltanto la nostra Irpinia, ma quasi tutta lla penisola italiana, e poi puoi capire la mia emozione quando mi sono imbattuto in quei pioppi altissimi, giù alla Ripa. Sai che gli alberi si possono riprodurre autonomamente in sito anche per millenni "via pollone", sempre che nessuno vada ad interrompere la catena, ovviamente.
Ciao e salutami tuo padre,
Mario S.

Modificato da - amsorr il 28/11/2007 16:55:26Vai in cima alla pagina


Scrivi Un Messaggio Privato Francesco
Moderatore



306 Messaggi post.
Posted - 28/11/2007 :  13:28:13  Visualizza il profilo  Visita la Homepage di Francesco  Rispondi con commento
La pagina a cui fa riferimento M.Sorrentino è qui:
http://www.irpino.it/comunita.htm

Saluti - Francesco

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